Workshop: “Il Disturbo nel Parto – Laboratorio Esperienziale”

Dal 18 gennaio 2019  alle 16.00 al 20 gennaio 2019 alle 12.30
Palermo (la sede verrà definita in funzione del numero di partecipanti)

Nascere segna presenta il workshop “Il disturbo nel parto, il potere della madre e la capacità di amare. Come valorizzare e implementare la nostra leadership rimanendo democratici anche nel fuoco del conflitto” con Irene Ausiello.

Il workshop si svolgerà a Palermo nei giorni di
venerdì 18 gennaio dalle 16.00 alle 19.00
sabato 19 gennaio dalle 09.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00
domenica 20 gennaio dalle 09.30 alle 12.30

Minimo di 10 partecipanti (max 20)

L’iscrizione entro il 15 dicembre 2018 ha un contributo di 70,00 € e va effettuato un bonifico in acconto di 30,00 € entro il 15 dicembre 2018 al c/c IBAN IT52T0200804667000300567066 intestato ad Associazione Millecolori onlus

Se non si raggiungerà la quota minima di partecipanti l’acconto sarà prontamente restituito.
L’iscrizione dopo il 15 dicembre 2018 ha un contributo di 90,00 €

Iscrizione online cliccando il link

Per richieste di agevolazioni per il contributo o per ospitalità contattare Nascere Segna all’indirizzo email info@nascerecegna.org

 

Il disturbo” è parte integrante delle relazioni umane ed è ciò che ci può portare ad un movimento.
La gestione consapevole delle situazioni che percepiamo come “disturbanti” ci aiuta a scoprire le potenzialità trasformative del “non noi” e con l’uso della creatività ci permette di trovare nuove modalità di relazione con noi stessi con gli altri e con l’ambiente in cui viviamo. Attraverso una profonda conoscenza dei nostri limiti e di ciò che ci disturba (fuori e dentro di noi), possiamo muoverci verso l’altro con una mente aperta e un cuore compassionevole, imparando a riconoscere e dare valore a tutti i punti di vista e ad ascoltare tutte le voci, creando sia dentro di noi che nella nostra comunità una Democrazia Profonda, in cui ogni parte si sente vista e rispettata nella sua unicità.
Combinando le tecniche di facilitazione creativa del conflitto, quali il Processwork ed il Teatro dell’Oppresso, il nostro percorso mira a fornire al gruppo diversi strumenti che possono essere utilizzati sia per trasformare situazioni conflittuali esistenti, sia per prevenire quelle future.
Questo lavoro si propone di guidare il gruppo alla ricerca del proprio personale stile di leadership positiva, attraverso la ricerca e la valorizzazione dei propri talenti e un’accresciuta consapevolezza e conoscenza delle questioni connesse a “rango” e “privilegio” in un contesto come quello del parto in ospedale.
In un mondo fortemente diviso da diseguaglianze socio-economiche, da conflitti razziali, religiosi e di genere e con gravi problematiche ambientali, crediamo fermamente che onorare la diversità sia il primo passo per raggiungere il sentimento di unità profonda fra tutti gli esseri umani, e che questo sentimento può essere esteso a tutti gli esseri viventi ed a tutto il Pianeta Terra.
La formazione avverrà attraverso laboratori esperienziali, innerwork, giochi/esercizi, giochi collaborativi e importanti momenti di valutazione partecipata. Si consiglia abbigliamento comodo e calze antiscivolo.
Obiettivo di questo laboratorio è scoprire assieme quanti e quali disturbi ruotano attorno al parto e come poterli interpretare affinché possano diventare stimoli per un cambiamento e non trasformarsi in “atti violenti”. Non è richiesta alcuna preparazione specifica.

 

Il Processwork e’ un approccio transdisciplinare in continua evoluzione, che supporta individui, relazioni e gruppi verso la scoperta di se stessi. Attraverso l’uso della consapevolezza possiamo tracciare processi psicologici e fisici sia reali che immaginari per portare chiarezza e possibili risoluzioni ai conflitti interiori, relazionali, di gruppo e del mondo“. (Arnold Mindell)
Il Processwork nasce negli anni ’80 grazie ad Arnold Mindell, analista Junghiano con alle spalle una laurea in Fisica.
Alla base di questo nuovo approccio sta l’attitudine della Democrazia Profonda, cioè il credere nell’importanza intrinseca di tutte le parti di noi stessi e di tutti i punti di vista nel mondo attorno a noi.
Conoscere e fare esperienza nel nostro corpo delle polarità che si manifestano in un conflitto ci aiuta a capire l’altro e ci invita a trovare soluzioni per creare comunità sostenibili, sia dentro sia fuori di noi.

Il Teatro dell’Oppresso (TdO) è stato ideato da Augusto Boal.
Il lavoro di Boal nasce come forma di educazione popolare orientata allo smantellamento delle ingiustizie sociali nel Brasile degli anni Sessanta, tramite un uso sociale dell’arte per analizzare e trasformare la realtà. La scelta del TdO come strumento di coinvolgimento è dettata dalla capacità di abbattere i blocchi comunicativi, rimuovere i preconcetti e lavorare in profondità su un problema, confrontando le diverse prospettive dei partecipanti.
L’obiettivo generale del TdO rimane quello di usare il linguaggio teatrale per sviluppare la capacità che ognuno possiede di conoscere il mondo reale e trasformarlo.
Il TdO vuole portare il teatro a contatto con la vita quotidiana, con i blocchi e le oppressioni dettate dalle “Maschere sociali” che siamo abituati ad indossare e dai “poliziotti nella testa” (Flik dan la tete, tecnica inventata da Boal durante la sua permanenza in Europa) per liberare le potenzialità di ciascun individuo e attraverso una maggiore libertà espressiva, portare i cambiamenti nella realtà quotidiana e nella società.

 

IRENE AUSIELLO
Nasce a Roma nel 1972, oggi vive a Manziana in campagna con due figli.
Il suo sogno/progetto di questi anni è una Comunità diffusa di cui La Yogurta è il salotto. Architettura partecipata.
Nel 1997 si laurea come Architetto. Incontra la Progettazione Partecipata con i bambini e si specializza a Firenze nel Dipartimento LAPEI in “Progettazione partecipata con i bambini” e “Pianifica territoriale strategica partecipata”.
Nel 2008 fonda con altre colleghe l’Ass. APS Cantiericomuni. Lavora per i LEA Laboratori di Educazione Ambientale della Provincia di Roma.
Nel 2012 collabora alla nascita di SLURP Spazi Ludici Urbani a Responsabilità Partecipata, Rete Internazionale di attiviste/i per la liberazione del potenziale ludico delle città.
Dal 2013 ha iniziato a collaborare con la Coop. Soc. AnimaMundi in progetti di educazione ambientale ed autopromozione dei territori, creando con le scuole mappe, video ed audio guide.
Nel 2014 consegue (60/60) il Master “Il ruolo del facilitatore nello sviluppo di comunità”.
Dal 2015 partecipa attivamente alla scuola di Process Work in Italia focalizzando l’attenzione sull’emersione dei processi creativi e la gestione dei conflitti. Teatro partecipativo.
Nel 2004 incontra il Teatro dell’Oppresso di Augusto Boal e si avventura in profondità fino a creare, nel 2012, una compagnia teatrale TITUR Teatro Instabile della Tuscia Romana con la quale nel 2011 si è lavorato per un anno intero alla messa in scena del teatro Forum “No ospedali? No parti!”. Spettacolo denuncia sugli abusi e le violenze verso le partorienti e i neonati considerate prassi all’interno dei reparti e nella formazione di ginecologi, ostetrici e infermieri; lo spettacolo è stato eseguito a:

  • Roma, Festival di teatro dell’Oppressa, ex SNIA, 11 al 13 maggio 2012;
  • Roma, Casa Internazionale delle donne, 9 novembre 2012;
  • Genzano di Roma, Sala Consiliare del Comune, “Operatori e donne insieme per un ospedale amico delle mamme e dei bambini” 26 Settembre 2013;
  • Napoli, Maschio Angioino , 18 Gennaio 2014 in collaborazione con l’Ass. Terra Prena
  • Roma, Campagna “Parto di Testa – Parto di Protesta”, Centro Sociale SCUP , 22 Marzo 2014;
  • Roma, 25 Novembre 2014, Giornata contro la violenza sulle donne, evento al Campidoglio;
  • Roma, 25 Novembre 2015, Giornata contro la violenza sulle donne, Sala Consiliare Municipio IV;

Con il teatro è entrata nelle scuole e scesa in piazza per riflettere assieme a bambini, ragazzi e adulti su tematiche sociali.